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  • C.so Bramante, 3

Santa Barbara

PALMARES:

Cat. Tesserati: 1 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

Questa contrada rimaneva abbastanza distante dal Castello; ora fa parte del nucleo di Bivio Borzaga ma in origine infatti era legata ad Urbino.
La Chiesa del luogo è dedicata ad una Santa dalla grande fede e particolarmente venerata nelle campagne: essa protegge in senso lato dai grandi rumori, dalle detonazioni ed in particolare dai temporali; è pure oggetto di venerazione degli artificieri.
Era legata all’Oratorio dei santi Giacomo e Filippo e faceva sempre parte del percorso che dalla costa conduceva a Roma, luogo di pellegrinaggi.
Nel 1455 la Chiesa fu concessa da Papa Callisto III ai monaci dell’Abbazia di Gaifa: Urbino se ne privava in cambio della Chiesa di Santo Spirito, a loro soggetta. L’attuale Chiesa è per buona parte ristrutturata e rispecchia quasi uno stile neo-gotico.

La contrada di Santa Barbara, è in assoluto la meno titolata e forse la più sfortunata in questa manifestazione, la sua unica vittoria risale al 2008 nella categoria Tesserati, è però degno di nota il secondo posto conquistato l’anno scorso.

San Silvestro

PALMARES:

Cat. Tesserati: 5 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

La contrada di San Silvestro può ben vantare un’antica e gloriosa storia: ha origine infatti dalla Abbazia Benedettina di San Silvestro in Iscletto o Secchietto, edificata in epoca alto medioevale.
La prima memoria storica accertata risale al 1040 ed è dovuta addirittura a San Pier Damiani. I monaci estendevano il loro potere su un ampio territorio e ricevevano dai contadini del posto diversi “doni”; tra essi d’obbligo era un orcio di vino bianco ed una torta di uova e formaggio per Pasqua.
Nel 1258, causa l’esiguo numero di monaci, l’Abbazia passò alle monache di Santa Chiara di Urbino, concessione che fu sancita nel 1260.
In seguito, nel 1429, le suore lasciarono il monastero di San Silvestro per entrare in quello di Santa Lucia. A fine ottocento la Chiesa e l’annesso Monastero di San Silvestro passarono sotto la giurisdizione dell’Arcivescovo e, mentre il monastero fu ridotto a rudere, la Chiesa fu riedificata nel 1952.
Dell’originale resta la bella e suggestiva cripta con volte a botte e a crociera, cripta che però è stata vandalicamente depredata. All’interno della nuova Parrocchia vi è la tela di Girolamo Cialdieri raffigurante San Silvestro Papa, proveniente dalla omonima Chiesa di Monte Prandi, territorio soggetto all’Abbazia già dal 1185.
Tale tela è stata restaurata dalla Pro Loco nel 1998.

Se nel Palio della Rana San Silvestro detiene il record assoluto di vittorie, altrettanto bene non ha fatto questi anni nella gara su due ruote, sono solo 5 infatti i Bicicli d’oro alzati al cielo da questo rione, tutti peraltro, negli anni ’90 dove sembrava che i giallo-bianchi dovessero prendere il dominio anche di questa manifestazione. Ancora meno fortuna hanno avuto nella categoria Amatori dove non hanno mai riportato trofei.

San Lazzaro

PALMARES:

Cat. Tesserati: 8 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

L’origine della contrada di San Lazzaro rimanda ad un’antica Chiesa, di cui oggi rimane solo il sito e la memoria. Eppure nel passato aveva una particolare importanza: si trattava infatti di un ospizio od ospedale, collocato perimetralmente alle mura del paese. Dipendeva dalla Confraternita di Santa Maria della Misericordia di Urbino, alla quale nella attuale Piazza della Repubblica, corrispondeva un ospedale. Degna di nota era l’intitolazione a San Lazzaro, da cui prese il nome il “Lazzaretto”, luogo nel quale erano isolati i malati contagiosi. Pertanto se ne comprende l’esigenza soprattutto nei tempi passati, quando i malati dovevano sostare, per tutto il periodo del contagio, al di fuori delle mura delle città. La Chiesetta ebbe sempre una vita grama, stentata, in certi periodi mancava anche delle suppellettili indispensabili; fu distrutta non molti decenni or sono.
Nella memoria di molti fermignanesi, vi è il ricordo degli affreschi che esistevano al suo interno.
Essa fu dotata di una campana con la data del MDIV (1504). Attualmente al territorio legato alla zona di San Lazzaro corrisponde il rione di Ca’ Vanzino, denominazione legata ad un podere della zona.

La contrada di San Lazzaro è la più titolata in questa competizione con ben 8 trofei, tutti nella categoria tesserati e tutti molto recenti dato che tra il primo del 2002 e l’ultimo del 2016 passano appena 15 edizioni nella quale la contrada bianco-rossa si è imposta per più della metà delle volte. Nessuna vittoria invece è mai venuta fuori dalla categoria Amatori.

 

La Torre

PALMARES:

Cat. Tesserati: 3 🚲
Cat. Amatori: 2 🚲

La contrada costituisce il nucleo primitivo del Castello e la Torre medioevale stessa è infatti il simbolo della Municipalità.
Essa era posta a guardia del ponte “romano”, Federico da Montefeltro la dotò di beccatelli su progettazione dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini; la copertura che oggi vediamo, fu realizzata in seguito.
Successivamente appartenne ai Bonaventura, famiglia urbinate che vantava molti possedimenti in quel di Fermignano; alla fine del ‘600 la voleva acquistare Giovan Francesco Albani, divenuto Papa col nome di Clemente XI; gli Albani ne divennero poi proprietari con l’acquisizione della contigua cartiera ducale.
Ad essa è addossato il Mascherone, una fontana pubblica edificata dal Municipio alla fine dell’800. La Torre, anche per le dimensioni, rappresenta un punto di convergenza del Centro Storico, il punto di attrazione visiva già da Viale Martiri della Libertà.
Solo nel 1998 è stata acquistata dall’Amministrazione Comunale e oggi, insieme al Museo dell’Architettura e dei Lavatoi, fa parte della Rete Museale del Metauro.

La Torre è la detentrice del 32° Gran Premio del Biciclo Ottocentesco del 2017, che per la prima volta prevedeva solo la categoria Amatori. 5 sono in totale i trofei alzati dalla contrada del capoluogo anche se tra le varie vittorie sono passati parecchi anni; basti pensare che il primo trofeo risale al 1970, il secondo al 1990 ed il terzo nel 2007, quasi a distanza di 20 anni l’uno dall’altro. Ben più fortuna hanno avuto i bianco-blu nella categoria Amatori: unica contrada che è riuscita a soffiare per ben 2 volte il titolo ai plurititolati di Ca’ L’Agostina (nel 2013 e nel 2017).

 

La Pieve

PALMARES:

Cat. Tesserati: 5 🚲
Cat. Amatori: 1 🚲

La contrada della Pieve prende il nome dalla prima Pieve di Fermignano, situata in prossimità del Metauro: essa, forse edificata addirittura antecedentemente al Castello di Fermignano, si trovava sulla direttiva della strada che portava a Roma, sulla medesima dell’Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo. A quest’ultima struttura, tuttora esistente e giunta fino a noi pressoché integra, si rifaceva quella della Pieve, dedicata significativamente a San Giovanni Battista, che fu pertanto il primo protettore di Fermignano.
Essa era a navata unica e presentava due entrate: la principale, di cui ci resta il bellissimo portale a chiusura gotica con capitelli a punta di diamante, ed una di servizio. All’interno era decorata da un affresco col Battesimo di Cristo, ora disperso poiché la chiesa fu “declassata” a favore di quella di Santa Veneranda; fu inglobata nella casa colonica e ridotta nelle dimensioni a causa del rovinoso terremoto del 1781.
Già dal Quattrocento aveva molte parrocchie sotto la sua giurisdizione e dodici poderi, i cui nomi ricorrono ancora oggi, compresi nella sua stessa parrocchia: Pieve, Ca’ il Pino, Ca’ Spacciolo, Ca’ Veneziano, Ca’ Vallalbino, Ca’ Guiduccio, Ca’ Gasparro, Ca’ Forzino, Montale e Colombara.

La contrada de La Pieve, come nel Palio della Rana, ha sfruttato al massimo il poco tempo avuto a sua disposizione per vincere trofei: come per il Palio infatti è stata ammessa solo nel 1990 e da quel momento ha riportato a casa ben 6 trofei totali di cui 5 nella categoria Tesserati (di cui 4 prima della divisione delle categorie) e uno negli Amatori, proprio nel famigerato 2008 quando questa categoria nasceva.

Calpino

PALMARES:

Cat. Tesserati: 7 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

Diverse ipotesi si avanzano circa l’origine del nome di questa contrada che taluni vogliono far risalire ad un pino, mentre è più verosimile che prenda il nome dalla nobile famiglia Pini che sin dal 1500 aveva possedimenti in quella zona e sotto la giurisdizione della Pieve di San Giovanni Battista. Quando nel 1821 la Pieve fu sconsacrata, i residentifecero capo all’Oratorio di Calpino per le loro esigenze spirituali.
L’Oratorio fu dedicato a San Luigi Gonzaga e fatto erigere nel 1814 da Maddalena Patervecchi, vedova di Luigi Gentilini, tant’è che era denominato anche Oratorio Gentilini.
La Patervecchi aveva lo volle far costruire in quel punto preciso poichè possedeva il podere di Ca’ Vallalbino, i cui proventi permettevano il mantenimento dell’Oratorio stesso. La Contrada si è di molto allargata ed ora è contigua alla zona industriale. È quindi certamente significativo che l’attuale Chiesa sia dedicata a Cristo lavoratore.


A differenza del Palio della Rana, dove ha gareggiato solo dal 1990, nel Biciclo la contrada di Calpino ha sempre partecipato riportando un notevole numero di successi (saranno 7 in totale) prima della divisione delle categorie.

Ca’ L’Agostina

PALMARES:

Cat. Tesserati: 1 🚲
Cat. Amatori: 6 🚲

A questa contrada è legato forse l’avvenimento più importante dell’antichità: la sconfitta di Asdrubale da parte dei Romani con relativo cambiamento di rotta della Seconda Guerra Punica.

Lo storico Tito Livio riportava che la battaglia tra i Romani e i Cartaginesi avvenne nel 207 a.C., in prossimità del fiume Metauro, pertanto diverse località accampano il diritto di essere state teatro della celeberrima battaglia, nella quale Asdrubale perse la vita.
Chiaramente il campo doveva trovarsi poco distante dalla strada Flaminia e la contrada di Ca’L’Agostina si trovava proprio sulla direttrice Fermignano – Sant’Angelo in Vado – Bocca Trabaria per passare poi in Umbria, per cui era funzionale ai progetti di Asdrubale.
La toponomastica, consolidatasi nel tempo, rimanda alla battaglia: i termini di Camalacarne e Monte del Pianto delle Donne fanno riferimento ad avvenimenti particolarmente cruenti. Inoltre nel posto sono stati ritrovati reperti dell’epoca di notevole valore documentaristico e storico.

A questa contrada è legato forse l’avvenimento più importante dell’antichità: la sconfitta di Asdrubale da parte dei Romani con relativo cambiamento di rotta della Seconda Guerra Punica.

La contrada Ca’ L’Agostina, dal 2008 ad oggi (ovvero dalla divisione delle categorie) ha vinto ben 6 volte su 9 dominando la categoria Amatori. Non ha avuto la stessa fortuna in quella Tesserati dove l’unica vittoria risale al 1966, il primo Gran Premio, per un totale complessivo di 7 titoli. Anche nel Biciclo quindi, Ca’ L’Agostina detiene il secondo posto per numero di trofei conquistati ma in questo caso deve dividere la poltrona con Calpino.

 

Scheda Tecnica Biciclo

Il Biciclo non è alla portata di tutti! Basti pensare che una volta in sella ci si ritrova a quasi un metro e mezzo di altezza da terra con i pedali lontani più di un metro dal sellino al punto di massima distanza. Alcuni riescono a cavarsela inserendo dei sottotacchi all’interno delle scarpe.

Se si è fortunati da riuscire a salirci (si sale appoggiando il piede sinistro nella rialzo alla sinistra della canna centrale per poi mettere il piede destro nel pedale ed infine sedersi nel sellino portando anche il piede sinistro al pedale) non è detta poi che si riesca a scendere illesi se si è alle prime armi con questi cavalli d’acciaio! Il Biciclo infatti è sprovvisto di freni o catena come le moderne biciclette: i pedali sono attaccati nella ruota anteriore, ciò significa che, se lasciati in corsa, continueranno a girare! Tutto ciò potrebbe portare il conducente a vivere una brutta esperienza nel caso in cui non riesca a riposizionare correttamente i piedi, in quanto avere il controllo dei pedali significa anche riuscire a rallentare la corsa del Biciclo per poter scendere indenni una volta raggiunta una velocità scarsa.

-Altezza ruota ant. cm 120
-Altezza ruota post. cm 40
-Altezza al manubrio cm 154
-Pedali fissi su ruota anteriore
-Forcella su bronzine
-Rivestimento ruota in gomma Piena
-Sviluppo di pedalata 3.8m
-Telaio in acciaio monotrave

Albo d’oro Gran Premio del Biciclo Ottocentesco

Albo d’Oro “Biciclo” categoria Tesserati

1966 Cà L’Agostina
1967 Calpino
1968 Calpino
1969 non disputato
1970 La Torre
1971 non assegnato
1989 S.Silvestro
1990 La Torre
1991 S.Silvestro
1992 S.Silvestro
1993 La Pieve
1994 La Pieve
1995 S.Silvestro
1996 La Pieve
1997 La Pieve
1998 S.Silvestro
1999 Calpino
2000 Calpino
2001 non disputato
2002 S.Lazzaro
2003 S.Lazzaro
2004 Calpino
2005 Calpino
2006 Calpino
2007 La Torre
2008 Santa Barbara
2009 La Pieve
2010 non disputato
2011 S. Lazzaro
2012 S. Lazzaro
2013 S. Lazzaro
2014 S. Lazzaro
2015 S. Lazzaro
2016 S. Lazzaro
2017 non disputato

Albo d’Oro “Biciclo” categoria Amatori

2008 La Pieve
2009 Ca’ L’Agostina
2010 non disputato
2011 Ca’ L’Agostina
2012 Ca’ L’Agostina
2013 La Torre
2014 Ca’ L’Agostina
2015 Ca’ L’Agostina
2016 Ca’ L’Agostina
2017 La Torre

Regolamento Gran Premio del Biciclo Ottocentesco

Concorrenti : Possono partecipare alla gara tutti coloro che sono in grado di salire sul biciclo: tesserati non professionisti e amatori o cicloturisti.
I concorrenti saranno così suddivisi in due categorie : Amatori e Tesserati.
I Tesserati sono coloro che aderiscono in maniera non professionistica ad associazioni di ciclismo.
I giovani, se minorenni, necessitano di liberatoria da parte dei genitori.
L’Associazione dispone di un’assicurazione di responsabilità civile verso terzi ed una per infortunio dei concorrenti partecipanti alla gara.

Bicicli e Costumi: Ogni contrada potrà richiedere fin da 10 giorni prima del Gran Premio, l’assegnazione di due bicicli; un biciclo nuovo per la gara, ed un biciclo vecchio per le prove dei principianti (non utilizzabile in gara). La contrada sarà responsabile del biciclo consegnatogli e del suo funzionamento.
Prima della gara i bicicli assegnati verranno ricontrollati dai giudici per verificare la loro integrità ed eventuali proibite manomissioni. Prima della gara, se richiesto, si darà la possibilità a tutti i concorrenti di effettuare un giro di prova sul circuito.
Ogni concorrente dovrà presentarsi alla partenza e alla sfilata vestito con i costumi consegnatogli . Il concorrente può utilizzare qualsiasi tipo di scarpe ma il colore deve essere scuro, in alternativa, è ammesso utilizzare un copri scarpa per modificarne il colore; pena la squalifica.
Durante la gara è obbligatorio usare un casco sotto il berretto fornito assieme al costume.
Ogni contrada dovrà accertarsi che i propri gregari ed alfieri, indossino calze e scarpe nere e che mantengano le distanze prestabilite come il corteo del Palio.
Ogni contrada sfilerà e gareggerà con un solo biciclo (nuovo) che verrà portato dal corridore centrale.

Rappresentanti e Ricorsi: A rappresentare la contrada prima e durante la gara sarà solamente il giudice scelto precedentemente dalla contrada e comunicato assieme all’elenco dei concorrenti. Gli stessi debbono far notare il mancato rispetto delle norme solo prima della partenza a uno dei tre giudici di gara nominati dalla Pro Loco che provvederanno all’istante a prendere adeguate decisioni. I giudici di gara visioneranno subito il ricorso e la loro decisione insindacabile verrà comunicata prima della finale. Eventuali ricorsi per gravi irregolarità durante lo svolgimento della gara devono essere comunicati immediatamente dopo l’arrivo ai giudici di gara. Per la finale il ricorso potrà essere presentato entro le 24 ore successive accompagnato da atti e prove.


REGOLAMENTO (FINO AL 2017)

Regolamento di gara: Ogni contrada partecipa con tre concorrenti dichiarandone la categoria. Vengono effettuate tre batterie eliminatorie composte da un concorrente per contrada. Saranno previste 2 finali distinte, una riservata agli Amatori ed una riservata ai Tesserati, composte ciascuna da 7 concorrenti. In ognuna delle tre batterie eliminatorie andranno in finale i primi due arrivati delle rispettive categorie.

Il percorso: Il percorso di gara e la finalissima degli Amatori si svolgerà percorrendo quattro giri del circuito cittadino per una distanza complessiva di 2.800 metri. Mentre la finalissima dei Tesserati sarà effettuata su cinque giri per una distanza complessiva di 3.500 metri. La partenza e l’arrivo del circuito sarà in Piazza Don Minzoni (davanti la scalinata).

Finali: I primi arrivati di ogni batteria partiranno in pole position. I secondi arrivati di ogni batteria partiranno in seconda fila (tre metri dopo i primi).

Premiazioni:

Verranno premiati i primi tre classificati delle rispettive categorie.
Categoria Tesserati 
1° Classificato: Medaglia d’Oro + Ceramica “Trofeo Biciclo;
2° Classificato: Medaglia d’Argento + “Trofeo Biciclo”;
3° Classificato: Medaglia d’Argento +  “Trofeo Biciclo”.

Categoria Amatori 
1° Classificato: Medaglia d’Oro + Ceramica “Trofeo Biciclo;
2° Classificato: Medaglia d’Argento +  “Trofeo Biciclo”;
3° Classificato: Medaglia d’Argento +  “Trofeo Biciclo”.


REGOLAMENTO 2018

Regolamento di gara: Dal 2018 la gara si svolge in stile staffetta. Ogni contrada partecipa sempre con tre concorrenti di cui 2 della categoria amatori ed 1 della categoria tesserati.
Vengono effettuate 2 batterie eliminatorie a staffetta, composte da tutti e 3 i concorrenti di ogni contrada; che ne potrà scegliere l’ordine.
Le batterie verranno create per estrazione, nella prima batteria gareggeranno 4 contrade e nella seconda le restanti 3.
Sarà prevista un’unica finale, disputata tra le prime 2 classificate di ogni batteria eliminatoria.

Il percorso: La partenza del percorso è in Piazza Garibaldi al confine con viale Martiri della Libertà, procedendo proprio in direzione di questa via, i corridori raggiungono l’ex stazione ferroviaria e girano in Piazza Giovanni XXIII rimettendosi poi su viale Martiri della Libertà dal lato opposto, rientrando quindi verso Piazza Garibaldi ma, stavolta prendendo via Mazzini fino all’altezza della Chiesa di Santa Maria Maddalena, quindi si prosegue per Via XX Settembre raggiungendo poi Piazza Giorgiani e la Torre Medioevale delle Milizie tornando infine nuovamente in Piazza Garibaldi, tramite il Corso Bramante, per concludere il giro.
Durante le batterie eliminatorie ogni concorrente dovrà percorrere il circuito per 2 giri, per una distanza complessiva di 2.600 metri. Al termine del secondo giro, il passaggio del biciclo dovrà avvenire all’interno dello spazio prestabilito, delimitato dalla linea di partenza e quella di arrivo. Senza ostacolare gli altri concorrenti, pena la squalifica.
La finale si disputerà in maniera analoga alle batterie eliminatorie ad eccezione del numero di giri per concorrente, saranno effettuati 3 giri, il passaggio del biciclo dovrà avvenire al termine del terzo giro all’interno dello spazio prestabilito precedentemente, per una distanza complessiva di 3.900 metri.

Finale: I primi classificati di ogni batteria partiranno in pole position, i secondi classificati di ogni batteria partiranno in seconda fila (tre metri dopo i primi).
In rappresentanza della contrada prima e durante il Gran Premio, sarà solamente il giudice scelto precedentemente dalla stessa contrada e comunicato assieme all’elenco dei concorrenti all’Associazione.
Gli stessi giudici debbono far notare eventuali irregolarità solo prima della partenza ad uno dei tre giudici di gara nominati dalla Pro Loco, che provvederanno all’istante a prendere adeguate decisioni irremovibili e insindacabili.

Anche il sistema di premiazioni cambia in quanto non verranno più premiati i singoli ciclisti ma l’intera contrada, quindi ogni ciclista della contrada avrà una medaglia, assieme al classico Trofeo Biciclo.

1° Contrada Classificata: 3 medaglie d’Oro + Ceramiche “Trofeo Biciclo”;
2° Contrada Classificata: 3 medaglie d’Argento + “Ceramiche Biciclo”;
3° Contrada Classificata: 3 medaglie d’Argento + “Ceramiche Biciclo”.

I premi dovranno essere ritirati entro il 31/12 dell’anno corrente.

 

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