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Programma del XXXIII Biciclo Ottocentesco

PROGRAMMA

del XXXIII  Gran Premio del Biciclo Ottocentesco

 

Venerdì  07 Settembre
09.00  – Imbandieramento del Centro Storico.
16.00  – Apertura mostra “Les Bicicles” di Federico Tomadini presso la Sala Bramante.
– Apertura mostra “Art Precieux” di Denise Camporesi presso il Museo dell’Architettura.
18.00  – Infinity Fitness & Sport presenta: “Pedaland tla piassa” Master Class di Spinning in Piazza Garibaldi.
19.00  – Apertura dell’Area Riservata ai Camper gratuita presso parcheggio adiacente Palazzetto dello Sport (via M. L. King).
19.30  – Apertura delle Cantine del Biciclo.
20.15  – Indipendance presenta “Danza in fascia®” in Piazza Garibaldi.
20.30  – Esibizione di ginnastica artistica maschile e femminile dell’A.S.D. Vital in Piazza Garibaldi.
21:30 – Esibizione dell’A.S.D. Taekwondo Fermignano-Acqualagna.
22:00 – Chorus presenta “La Voce dell’Universo” in Piazza Garibaldi.
23:00 – Esibizione di brake dance del gruppo Urbania City Brakers.
– Musica dal vivo nelle cantine.
Sabato  08 Settembre
10.00  – Apertura mostre.
 15.00 – Annullo filatelico “440 anni dalla composizione della Canzone al Metauro” presso la Torre (disponibile fino alle 19.00)
16.00 – Apertura delle Cantine del Biciclo.
– Apertura Mercato Vintage e dell’Artigianato zona Centro Comm. le Metauro.
– Apertura Mercatino delle Pulci, Pesca Missionaria e Fotografie Ottocentesche lungo Corso Bramante.
– Apertura Laboratorio di tiro con l’arco a cura del gruppo arcieri Castrum Firmignani presso i giardini Bramante.
– Attività ludiche per bambini a cura de L’Alveare sotto i portici di P.zza Garibaldi.
17.00 – Walkscape dedicato a Torquato Tasso: ritrovo in Piazza Giorgiani e partenza.
 18:00 – Walkscape: arrivo a Villa Isola e lettura della Canzone al Meturo.
18.00  – Apertura iscrizioni al cruciverba “Paesi e personaggi” presso la Cantina Pro Loco in Piazza Garibaldi.
18.30  – Canti Popolari Marchigiani itineranti con il gruppo folkloristico So’n’bel Po’.
19.30  – Cena nelle cantine.
21:00 – Estrazione delle batterie del Gran Premio del Biciclo in Piazza Garibaldi.
21:15 – Notte Tricolore: Musica dal vivo nelle Cantine ed esibizioni folkloristiche in Piazza Garibaldi con:
il gruppo folkloristico “Li Pistacoppi”
i trapezisti di “SurreArtists”
la compagnia di pizzica salentina “Musica dell’Anima”.
23:00 – Musica dal vivo nelle cantine.

 

Domenica  09 Settembre
10.00  – Apertura mostre.
– Apertura Mercato Vintage e dell’Artigianato.
– Apertura Pesca Missionaria presso C.so Bramante.
12.00  – Apertura delle Cantine del Biciclo.
15.30  – Apertura Fotografie ottocentesche presso C.so Bramante.
– Apertura Mercatino delle Pulci presso Centro Comm.le Metauro.
– Apertura Laboratorio di tiro con l’arco a cura del gruppo arcieri Castrum Firmignani presso i giardini Bramante.
16.00  – Sfilata del Corteo Storico del Biciclo Ottocentesco:
i Carabinieri, il Concerto Ottocentesco del Biciclo, il Corteo di Fermignano, i 21 Concorrenti ed i Giudici delle Contrade in gara, il gruppo “Marche 800”, il gruppo “Tracce di 800” di Castelfidardo, il gruppo “Cingoli 1848” e gli Strilloni del Biciclo.
16.45  – Benedizione dei Bicicli in P.zza Garibaldi.
17.00  – Batterie Eliminatorie del Gran Premio del Biciclo Ottocentesco.
17.45  – Intervallo danzante a cura del gruppo “Marche 800”.
18.15  – FINALE del Gran Premio.
18:45 – Esibizione del Concerto Ottocentesco del Biciclo.
19:00 – Proclamazione e premiazione dei vincitori.
19:30 – Cena nelle cantine.
21:00 – Gran finale con il Can Can di Sasselles Show “Sognando Paris: Follies de Pigalle”.

Mercatino del Biciclo Ottocentesco

MERCATO VINTAGE E COLLEZIONISMO

Il mercato vintage è in forte espansione negli ultimi anni, così abbiamo deciso di introdurlo, da quest’anno, anche all’interno del Gran Premio del Biciclo Ottocentesco. Il vintage rappresenta un “usato iconico”, oggetti di non meno di 30 anni fa che tornano a riproporsi non più per la loro funzionalità originaria ma come oggetti di collezionismo testimoni di un’epoca passata tanto da diventare “oggetti di culto”. C’è di tutto: vestiti, lampadari, dischi in vinile, vecchi attrezzi contadini, ecc…

MERCATINO DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO

Nel mercatino dell’artigianato artistico di strada, espongono le proprie opere piccoli artigiani che propongono oggetti unici ed originali; c’è chi realizza splendidi monili partendo da fili, lastre di metallo e pietre; chi per dipingere sceglie, invece di una tela, oggetti di uso comune, dal posacenere alla maglietta; altri cuciono e confezionano accessori servendosi di materiali insoliti; c’è chi ad un’arte tradizionale come la ceramica dà un volto nuovo applicando tecniche originali; chi crea candele, chi lavora il cuoio cucendo a mano ogni singolo punto, insomma: colori e gusto si intrecciano per dare vita ad oggetti non banali in un’occasione di confronto per culture e stili di vita differenti.

MERCATINO DELL’ANTIQUARIATO

Passeggiando tra i banchi di questo mercatino, sarà possibile trovare manufatti antichi e curiosi, oggetti da collezionismo e altri preziosi, come gioielli, vasi, orologi ma anche oggetti per tutte le tasche.  Gli antiquari, i rigattieri o i semplici robivecchi presenti, offriranno merce di ogni genere, dai piccoli soprammobili di poco valore ai bei mobili del Settecento; si potrà incappare nel vestiario d’epoca uscito dal baule della nonna, come la biancheria antica e i preziosi pizzi macramé, oppure trovare libri, stampe, vecchie foto dei nostri avi, tavole botaniche e qualche carta geografica ancora più antica. Appassionati e non, potranno godersi la visita al mercatino che si snoderà tra i caratteristici vicoli del paese e i suoi suggestivi scorci.

MERCATINO PRODUTTORI ED ENOGASTRONOMIA

I sapori tipici e i prodotti locali sono esposti in questo mercatino. L’Italia ha un’antica tradizione nella produzione di Prodotti Tipici Agro-alimentari e specialità Eno-gastronomiche apprezzate in tutto il mondo. Prodotti regionali contrassegnati dei diversi riconoscimenti IGP, Dop, etc. a testimonianza della provenienza del prodotto, della genuinità delle materie prime e della validità lavorazione artigianale. A questo mercatino non sono ammessi gli street food (in quanto ci sono già le cantine delle contrade che si occupano di questo).

Se sei interessato/a ad esporre il tuo mercatino al nostro Gran Premio del Biciclo Ottocentesco:

Per info: contattaci allo 0722/330523 o invia una mail a info@proloco-fermignano.it.

Per prenotare uno spazio: visualizza il regolamento e scarica il modulo del tuo mercato di riferimento, invialo a info@proloco-fermignano.it, via fax allo 0722/330523 o a Ass.ne Pro Loco Fermignano – C.so Bramante, 3 – 61033 Fermignano PU.

 

Regolamento mercatini Iscrizione Vintage, artigianato artistico e antiquariato Iscrizione Produttori ed enogastronomia

 

Santa Barbara

PALMARES:

Cat. Tesserati: 1 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

Questa contrada rimaneva abbastanza distante dal Castello; ora fa parte del nucleo di Bivio Borzaga ma in origine infatti era legata ad Urbino.
La Chiesa del luogo è dedicata ad una Santa dalla grande fede e particolarmente venerata nelle campagne: essa protegge in senso lato dai grandi rumori, dalle detonazioni ed in particolare dai temporali; è pure oggetto di venerazione degli artificieri.
Era legata all’Oratorio dei santi Giacomo e Filippo e faceva sempre parte del percorso che dalla costa conduceva a Roma, luogo di pellegrinaggi.
Nel 1455 la Chiesa fu concessa da Papa Callisto III ai monaci dell’Abbazia di Gaifa: Urbino se ne privava in cambio della Chiesa di Santo Spirito, a loro soggetta. L’attuale Chiesa è per buona parte ristrutturata e rispecchia quasi uno stile neo-gotico.

La contrada di Santa Barbara, è in assoluto la meno titolata e forse la più sfortunata in questa manifestazione, la sua unica vittoria risale al 2008 nella categoria Tesserati, è però degno di nota il secondo posto conquistato l’anno scorso.

San Silvestro

PALMARES:

Cat. Tesserati: 5 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

La contrada di San Silvestro può ben vantare un’antica e gloriosa storia: ha origine infatti dalla Abbazia Benedettina di San Silvestro in Iscletto o Secchietto, edificata in epoca alto medioevale.
La prima memoria storica accertata risale al 1040 ed è dovuta addirittura a San Pier Damiani. I monaci estendevano il loro potere su un ampio territorio e ricevevano dai contadini del posto diversi “doni”; tra essi d’obbligo era un orcio di vino bianco ed una torta di uova e formaggio per Pasqua.
Nel 1258, causa l’esiguo numero di monaci, l’Abbazia passò alle monache di Santa Chiara di Urbino, concessione che fu sancita nel 1260.
In seguito, nel 1429, le suore lasciarono il monastero di San Silvestro per entrare in quello di Santa Lucia. A fine ottocento la Chiesa e l’annesso Monastero di San Silvestro passarono sotto la giurisdizione dell’Arcivescovo e, mentre il monastero fu ridotto a rudere, la Chiesa fu riedificata nel 1952.
Dell’originale resta la bella e suggestiva cripta con volte a botte e a crociera, cripta che però è stata vandalicamente depredata. All’interno della nuova Parrocchia vi è la tela di Girolamo Cialdieri raffigurante San Silvestro Papa, proveniente dalla omonima Chiesa di Monte Prandi, territorio soggetto all’Abbazia già dal 1185.
Tale tela è stata restaurata dalla Pro Loco nel 1998.

Se nel Palio della Rana San Silvestro detiene il record assoluto di vittorie, altrettanto bene non ha fatto questi anni nella gara su due ruote, sono solo 5 infatti i Bicicli d’oro alzati al cielo da questo rione, tutti peraltro, negli anni ’90 dove sembrava che i giallo-bianchi dovessero prendere il dominio anche di questa manifestazione. Ancora meno fortuna hanno avuto nella categoria Amatori dove non hanno mai riportato trofei.

San Lazzaro

PALMARES:

Cat. Tesserati: 8 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

L’origine della contrada di San Lazzaro rimanda ad un’antica Chiesa, di cui oggi rimane solo il sito e la memoria. Eppure nel passato aveva una particolare importanza: si trattava infatti di un ospizio od ospedale, collocato perimetralmente alle mura del paese. Dipendeva dalla Confraternita di Santa Maria della Misericordia di Urbino, alla quale nella attuale Piazza della Repubblica, corrispondeva un ospedale. Degna di nota era l’intitolazione a San Lazzaro, da cui prese il nome il “Lazzaretto”, luogo nel quale erano isolati i malati contagiosi. Pertanto se ne comprende l’esigenza soprattutto nei tempi passati, quando i malati dovevano sostare, per tutto il periodo del contagio, al di fuori delle mura delle città. La Chiesetta ebbe sempre una vita grama, stentata, in certi periodi mancava anche delle suppellettili indispensabili; fu distrutta non molti decenni or sono.
Nella memoria di molti fermignanesi, vi è il ricordo degli affreschi che esistevano al suo interno.
Essa fu dotata di una campana con la data del MDIV (1504). Attualmente al territorio legato alla zona di San Lazzaro corrisponde il rione di Ca’ Vanzino, denominazione legata ad un podere della zona.

La contrada di San Lazzaro è la più titolata in questa competizione con ben 8 trofei, tutti nella categoria tesserati e tutti molto recenti dato che tra il primo del 2002 e l’ultimo del 2016 passano appena 15 edizioni nella quale la contrada bianco-rossa si è imposta per più della metà delle volte. Nessuna vittoria invece è mai venuta fuori dalla categoria Amatori.

La Cantina di San Lazzaro vi aspetta (paradossalmente) sotto la Torre! Scherzi a parte, la cantina vi aspetta in Piazza Giorgiani con crostini, tagliatelle e taglieri con prodotti tipici del territorio.

San Lazzaro, per le serate, come sempre predilige il liscio, quindi vi aspetta dalle 21:00 di Venerdì e Sabato con le sue grandi orchestre!

Per le prenotazioni: 338 5059458 Sergio.

La Torre

PALMARES:

Cat. Tesserati: 3 🚲
Cat. Amatori: 2 🚲

La contrada costituisce il nucleo primitivo del Castello e la Torre medioevale stessa è infatti il simbolo della Municipalità.
Essa era posta a guardia del ponte “romano”, Federico da Montefeltro la dotò di beccatelli su progettazione dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini; la copertura che oggi vediamo, fu realizzata in seguito.
Successivamente appartenne ai Bonaventura, famiglia urbinate che vantava molti possedimenti in quel di Fermignano; alla fine del ‘600 la voleva acquistare Giovan Francesco Albani, divenuto Papa col nome di Clemente XI; gli Albani ne divennero poi proprietari con l’acquisizione della contigua cartiera ducale.
Ad essa è addossato il Mascherone, una fontana pubblica edificata dal Municipio alla fine dell’800. La Torre, anche per le dimensioni, rappresenta un punto di convergenza del Centro Storico, il punto di attrazione visiva già da Viale Martiri della Libertà.
Solo nel 1998 è stata acquistata dall’Amministrazione Comunale e oggi, insieme al Museo dell’Architettura e dei Lavatoi, fa parte della Rete Museale del Metauro.

La Torre è la detentrice del 32° Gran Premio del Biciclo Ottocentesco del 2017, che per la prima volta prevedeva solo la categoria Amatori. 5 sono in totale i trofei alzati dalla contrada del capoluogo anche se tra le varie vittorie sono passati parecchi anni; basti pensare che il primo trofeo risale al 1970, il secondo al 1990 ed il terzo nel 2007, quasi a distanza di 20 anni l’uno dall’altro. Ben più fortuna hanno avuto i bianco-blu nella categoria Amatori: unica contrada che è riuscita a soffiare per ben 2 volte il titolo ai plurititolati di Ca’ L’Agostina (nel 2013 e nel 2017).

La Cantina de La Torre vi aspetta in Piazza Astronauti (di fronte al Comune) con i suoi cavalli di battaglia: taglieri, fagioli con le cotiche, hamburgers e piadine, oltre alla sua raffinata scelta di birre e di vini.

Per le serate vi segnaliamo Venerdì 7 dalle 22:30 i Vodka Roulette Purple Trio e Sabato 8, sempre dalla stessa ora gli Shampoo!

Per le prenotazioni: 339 5426921 Vittoria.

 

La Pieve

PALMARES:

Cat. Tesserati: 5 🚲
Cat. Amatori: 1 🚲

La contrada della Pieve prende il nome dalla prima Pieve di Fermignano, situata in prossimità del Metauro: essa, forse edificata addirittura antecedentemente al Castello di Fermignano, si trovava sulla direttiva della strada che portava a Roma, sulla medesima dell’Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo. A quest’ultima struttura, tuttora esistente e giunta fino a noi pressoché integra, si rifaceva quella della Pieve, dedicata significativamente a San Giovanni Battista, che fu pertanto il primo protettore di Fermignano.
Essa era a navata unica e presentava due entrate: la principale, di cui ci resta il bellissimo portale a chiusura gotica con capitelli a punta di diamante, ed una di servizio. All’interno era decorata da un affresco col Battesimo di Cristo, ora disperso poiché la chiesa fu “declassata” a favore di quella di Santa Veneranda; fu inglobata nella casa colonica e ridotta nelle dimensioni a causa del rovinoso terremoto del 1781.
Già dal Quattrocento aveva molte parrocchie sotto la sua giurisdizione e dodici poderi, i cui nomi ricorrono ancora oggi, compresi nella sua stessa parrocchia: Pieve, Ca’ il Pino, Ca’ Spacciolo, Ca’ Veneziano, Ca’ Vallalbino, Ca’ Guiduccio, Ca’ Gasparro, Ca’ Forzino, Montale e Colombara.

La contrada de La Pieve, come nel Palio della Rana, ha sfruttato al massimo il poco tempo avuto a sua disposizione per vincere trofei: come per il Palio infatti è stata ammessa solo nel 1990 e da quel momento ha riportato a casa ben 6 trofei totali di cui 5 nella categoria Tesserati (di cui 4 prima della divisione delle categorie) e uno negli Amatori, proprio nel famigerato 2008 quando questa categoria nasceva.

La Cantina della Pieve è mutevole, ormai impadronitasi del locale dell’Inter Club Fermignano già dal Palio della Rana per questo evento propone 3 differenti serate:
– Il Venerdì dalle 20:30 va in scena “Paella, Sangria & Burlesque” uno spettacolo VM14 per entrare nel clima dei vizi della Belle Epoque.
– Il Sabato, per tutta la notte, le specialità del forno Angeli allieteranno i nomadi della Notte Tricolore: pizzette, tramezzini, brioches e quanto più si possa desiderare dopo una certa ora…
– La Domenica, per chiudere il Biciclo in nonsense la cantina offre “Aperitif à la Carbonara et tournoi inversé” dalle 19:00 si gioca a rovescino (torneo gratuito) e spaghetti alla carbonara!

Per le prenotazioni: 349 2535268 Paolo

Calpino

PALMARES:

Cat. Tesserati: 7 🚲
Cat. Amatori: 0 🚲

Diverse ipotesi si avanzano circa l’origine del nome di questa contrada che taluni vogliono far risalire ad un pino, mentre è più verosimile che prenda il nome dalla nobile famiglia Pini che sin dal 1500 aveva possedimenti in quella zona e sotto la giurisdizione della Pieve di San Giovanni Battista. Quando nel 1821 la Pieve fu sconsacrata, i residentifecero capo all’Oratorio di Calpino per le loro esigenze spirituali.
L’Oratorio fu dedicato a San Luigi Gonzaga e fatto erigere nel 1814 da Maddalena Patervecchi, vedova di Luigi Gentilini, tant’è che era denominato anche Oratorio Gentilini.
La Patervecchi aveva lo volle far costruire in quel punto preciso poichè possedeva il podere di Ca’ Vallalbino, i cui proventi permettevano il mantenimento dell’Oratorio stesso. La Contrada si è di molto allargata ed ora è contigua alla zona industriale. È quindi certamente significativo che l’attuale Chiesa sia dedicata a Cristo lavoratore.


A differenza del Palio della Rana, dove ha gareggiato solo dal 1990, nel Biciclo la contrada di Calpino ha sempre partecipato riportando un notevole numero di successi (saranno 7 in totale) prima della divisione delle categorie.

La Cantina di Calpino vi aspetta in Piazza Martiri d’Ungheria (nei vicoli) con pasta alla dente di lupo, panini con porchetta e pesce fritto!
Tra gli eventi previsti vi segnaliamo il DJ Set previsto per sabato 8 dalle 23:00.

Per le prenotazioni: 339 8467539 Mauro.

Ca’ L’Agostina

PALMARES:

Cat. Tesserati: 1 🚲
Cat. Amatori: 6 🚲

A questa contrada è legato forse l’avvenimento più importante dell’antichità: la sconfitta di Asdrubale da parte dei Romani con relativo cambiamento di rotta della Seconda Guerra Punica.

Lo storico Tito Livio riportava che la battaglia tra i Romani e i Cartaginesi avvenne nel 207 a.C., in prossimità del fiume Metauro, pertanto diverse località accampano il diritto di essere state teatro della celeberrima battaglia, nella quale Asdrubale perse la vita.
Chiaramente il campo doveva trovarsi poco distante dalla strada Flaminia e la contrada di Ca’L’Agostina si trovava proprio sulla direttrice Fermignano – Sant’Angelo in Vado – Bocca Trabaria per passare poi in Umbria, per cui era funzionale ai progetti di Asdrubale.
La toponomastica, consolidatasi nel tempo, rimanda alla battaglia: i termini di Camalacarne e Monte del Pianto delle Donne fanno riferimento ad avvenimenti particolarmente cruenti. Inoltre nel posto sono stati ritrovati reperti dell’epoca di notevole valore documentaristico e storico.

A questa contrada è legato forse l’avvenimento più importante dell’antichità: la sconfitta di Asdrubale da parte dei Romani con relativo cambiamento di rotta della Seconda Guerra Punica.

La contrada Ca’ L’Agostina, dal 2008 ad oggi (ovvero dalla divisione delle categorie) ha vinto ben 6 volte su 9 dominando la categoria Amatori. Non ha avuto la stessa fortuna in quella Tesserati dove l’unica vittoria risale al 1966, il primo Gran Premio, per un totale complessivo di 7 titoli. Anche nel Biciclo quindi, Ca’ L’Agostina detiene il secondo posto per numero di trofei conquistati ma in questo caso deve dividere la poltrona con Calpino.

 

Scheda Tecnica Biciclo

Il Biciclo non è alla portata di tutti! Basti pensare che una volta in sella ci si ritrova a quasi un metro e mezzo di altezza da terra con i pedali lontani più di un metro dal sellino al punto di massima distanza. Alcuni riescono a cavarsela inserendo dei sottotacchi all’interno delle scarpe.

Se si è fortunati da riuscire a salirci (si sale appoggiando il piede sinistro nella rialzo alla sinistra della canna centrale per poi mettere il piede destro nel pedale ed infine sedersi nel sellino portando anche il piede sinistro al pedale) non è detta poi che si riesca a scendere illesi se si è alle prime armi con questi cavalli d’acciaio! Il Biciclo infatti è sprovvisto di freni o catena come le moderne biciclette: i pedali sono attaccati nella ruota anteriore, ciò significa che, se lasciati in corsa, continueranno a girare! Tutto ciò potrebbe portare il conducente a vivere una brutta esperienza nel caso in cui non riesca a riposizionare correttamente i piedi, in quanto avere il controllo dei pedali significa anche riuscire a rallentare la corsa del Biciclo per poter scendere indenni una volta raggiunta una velocità scarsa.

-Altezza ruota ant. cm 120
-Altezza ruota post. cm 40
-Altezza al manubrio cm 154
-Pedali fissi su ruota anteriore
-Forcella su bronzine
-Rivestimento ruota in gomma Piena
-Sviluppo di pedalata 3.8m
-Telaio in acciaio monotrave

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